Settefrati, piccolo ma bellissimo paese della Val Comino, sorge su
una montagna
a circa 800 metri sul livello del mare ai piedi di quei
preappennini che la separano dalla parte più bella dell’Abbruzzo:“La
Camosciara”
Il
Paese fu costruito da giovani guerrieri Sanniti, scampati alla
distruzione della città “ Cominium ” da parte dei Romani, nell’anno
270 a.C. circa. In origine il nome del paese era “ Vicus ” ma ora a
ricordare quell’antica denominazione sannita resta solamente il
Bivio di Vico che unisce la strada comunale
di Settefrati con la provinciale che collega San Donato Val di
Comino ad Atina Inferiore.
Il nome di Settefrati gli fu dato
intorno all’anno seicento d.C. dai monaci benedettini di
Montecassino, seguaci di San
Benedetto da Norcia, venuti nell’incantevole Valle di Canneto per
purificare il tempio pagano della Dea Mefiti, Dea protettrice delle
acque pure e dei boschi, di cui la valle è ricchissima, in tempio
cristiano.
In realtà il nome del paese deriva da
“ Septem Frates ” cioè sette fratelli figli di Santa Felicita morti
in Roma nell’anno 161 d.C., insieme con la madre, durante le
persecuzioni dei cristiani; Santa Felicita ed i suoi figli sono
venerati nel paese, insieme a Santo Stefano Protomartire, come
protettrice e protettori del paese.
Lo stemma del paese è un leone
appoggiato con le zampe anteriori su di una torre.
Oltre alla sua invidiabile posizione
geografica Settefrati può vantarsi di aver dato i natali a due
illustrissimi personaggi: il Cardinale Alberico, nato nel 1008 e
morto nel 1088, e frate Alberico, detto il visionario, nato nel 1101
e morto a Cassino nel 1154.
Il
Cardinale Alberico è noto in campo nazionale per aver difeso con
coraggio ed intelligenza la Santissima Eucaristia e la Verginità
della Madonna contro Berengario II, marchese d’Ivrea; frate
Alberico, invece, è noto per aver acceso la prima scintilla del
genio di Dante nel rappresentare così a vivo l’inferno, il
purgatorio ed il paradiso.
Il popolo di Settefrati per ricordare
la loro memoria ed il loro esempio, nell'anno 1885, eresse una
lapide che si trova sulla facciata del municipio.