Secondo l’articolo 24 dello statuto
ufficiale, erano da ritenersi poveri:
·
Gli orfani ed orfane, i
figli e le figlie abbandonati, o aventi il padre in carcere o
all’ospedale, fino a che non sia altrimenti provveduto o ricoverato;
·
I giornalieri, operai,
artieri, contadini che abbiano numerosa figliolanza senza modo di
allevarla, e mantenerla;
·
Le vedove cariche di figli,
che si trovino nella medesima condizione;
·
Le donne, sia nubili sia
maritate, che versino in gravi ristrettezze per avere i rispettivi
genitori e mariti o lontani, o all’ospedale, o in prigione;
·
I ciechi, storpi, invalidi,
vecchi, mancanti d’ogni assistenza;
·
I giornalieri, operai,
artieri, trafficanti, contadini decaduti, che per lunga malattia o per
altra disgrazia non siano in grado di procacciare a se e alle loro
famiglie il necessario sostentamento;
·
Coloro che vengano a mancare
del bisognevole nei casi d’incendio, inondazione, terremoto, epidemia, o
altra calamità nei primi giorni della sventura;
·
Quelli che senza aver l’una
o l’altra delle qualificazioni precedenti, si trovino in stato di
miseria comprovata e pubblicamente nota, purché senza colpa o delitto.
Ogni qual volta veniva fatta beneficenza
la congregazione era obbligata a presentare annuale resoconto presso la
Deputazione Provinciale con ricevute fermate dai beneficiari, o in caso
d’impossibilità o incapacità alla scrittura, da due testimoni, in
mancanza delle quali ogni atto di beneficenza era a totale carico degli
stessi membri della congregazione; per tale motivo la congregazione
prendeva accordi con farmacisti o pretendeva la pubblicazione delle
nozze entro l’anno. Infine per quanto riguarda i rapporti con gli altri
enti, il presidente nominava uno o più delegati in grado di poter badare
agli interessi della congregazione: firma d’atti, richiesta di fondi e
via dicendo.
Nonostante tutti questi oneri gli
impiegati della congregazione non percepivano alcuna pensione o
qualsiasi altra gratificazione monetaria poiché lo stipendio offriva
loro un’adeguata ricompensa, non dimentichiamo che si trattava di fondi
destinati ai poveri.
Dal 1940 al
1951 la storia della congregazione è più che mai buia e lacunosa. Gli
sconvolgimenti portati dalle battaglie della seconda guerra mondiale
combattute sul nostro territorio oltre a portare morte e distruzione
hanno messo in crisi anche uno degli organi di carità più importanti del
nostro comune.
Da
un documento del 29 luglio 1949, protocollo 23712, inviato alla
congregazione dalla prefettura di Frosinone e dalla successiva risposta
in data 31 luglio 1950, protocollo 41114, si evince che la guerra ha
distrutto tutti i documenti della congregazione dalla sua fondazione, 7
gennaio 1784, sino al 29 luglio 1949: centosessantacinque anni di storia
andati distrutti, fatta eccezione dello statuto organico portante data
24 ottobre 1869, unico e vera eredità della congregazione, e di un
verbale di nomina datato 13 dicembre 1940.
Passati tutti questi anni, dall’istituzione nel 1784, all’entrata in
vigore dello statuto nel 1869, molte cose sono cambiate all’interno
della congregazione: le cose di maggior rilievo sono gli scopi della
congregazione che mutati col passar degli anni vengono riconosciuti ed
ufficializzati con il documento recante data 31 luglio 1950 dall’allora
Vescovo della diocesi di Sora Aquino e Pontecorvo, Sua Eccellenza
Monsignor Michele Fontevecchia
Altre notizie utili per ricostruire la storia della nostra confraternita
vengono dai verbali delle riunioni. Dal verbale numero tre recante data
6 febbraio 1951, redatto dall’allora priore Loreto Di Giulio con voto
unanime dei confratelli presenti sotto la guida del Padre Spirituale
Arciprete Don Crescenzo Marsella, possiamo venire a conoscenza della
quota d’iscrizione alla confraternita e di una notizia tanto importante
quanto all’apparenza inutile ma piena di significato e d’amore verso la
confraternita: anche alle persone decedute era permessa l’iscrizione
alla confraternita ( logicamente non di persona ma per richiesta dei
familiari dietro loro espressa volontà ).
Dal verbale numero
quattro del 15 febbraio 1964, redatto dal neo eletto priore
Giovanni Buzzeo con voto unanime dei confratelli presenti sotto la guida
del Padre Spirituale Arciprete Domenico Pagliara possiamo ricavare altre
informazioni utili sulla vita della confraternita:
·
La partecipazione alle
processioni del Corpus Domini, del Venerdì Santo, della madonna di
Canneto ( 14 – 18 – 22 e 29 Agosto ), della Madonna del Rosario, di
Sant’Antonio, di Santa Lucia, nei tre giorni delle Sante quarant’ore e
dell’Ascensione, era gratuita;
·
Gratuito era anche
l’accompagno funebre degli iscritti alla confraternita;
·
La partecipazione alle
esequie dei non iscritti avveniva su richiesta dei familiari ed era
subordinata al pagamento di un diritto fisso di lire 1000 (divenute 2000
nel 1970 ) e di una somma pari a lire 200 ( divenute 300 nel 1970 ) per
ogni confratello partecipante;
·
La confraternita, anche
dietro invito dei familiari, non poteva partecipare alle esequie di chi
fosse privato della sepoltura ecclesiastica;
·
Per ogni confratello che non
partecipava senza giusto motivo almeno alla metà delle processioni sopra
elencate venivano pressi provvedimenti di volta in volta.
·
La quota d’iscrizione
passava da lire 100 a lire 200;
Viste le non rosee
condizioni economiche in cui versava la confraternita, con verbale
recante data 17 gennaio 1975, due assistenti del Priore Pio Nizzardo:
Venturini Aldo e Mario Piselli inviano all’ECA (Ente Comunale
d’Assistenza) una richiesta d’aiuto economico.
Pochi mesi dopo, con verbale 1 dicembre 1975 veniva aggiornata a lire
500 la quota minima d’iscrizione alla confraternita e a lire 2500 la
quota per ogni confratello che partecipava alle esequie di una persona
non iscritta.
Con verbale 4 aprile 1977 e seguente il nuovo Priore Aldo Venturini con
l’aiuto del Padre Spirituale Arciprete Don Antonio Sacchetti propone
all’assemblea di far richiesta presso il comune di uno spazio riservato
al cimitero dove poter seppellire gli iscritti alla confraternita, e di
fissare una data mensile d’incontro, fissata per ogni ultima domenica
del mese.
Nonostante i buoni propositi del Priore e dei membri della confraternita
dal 31 aprile 1984 al 13 giugno 1987 non vengono tenute più riunioni e
di conseguenza la storia della confraternita viene congelata; proprio
questo è il punto da cui il Priore Aldo Venturini parte per aprire la
discussione: dei vari programmi e proponimenti fatti negli anni
precedenti solo il rifacimento dei camici è stato portato a termine
mentre le altre proposte sono rimaste come tali. Per dare una svolta in
positivo alla situazione ristagnante vengono indette nuove elezioni che
fanno risultare Mario Piselli come nuovo Priore.
Passano sei anni, cambia il priore: non più Mario Piselli ma Nicola Del
Carmine, ma la situazione non cambia fino a che il 22 maggio 1993 il
nuovo Padre Spirituale Arciprete Don Antonio Valente indice una riunione
per la ricostituzione di una confraternita piombata ormai nel
dimenticatoio. Altro momento buio per la nostra confraternita viene dal
21 gennaio 1995 ed il 31 dicembre 2000 con l’arrivo del nuovo Padre
Spirituale Arciprete Don Domenico Antonio Buffone il quale, favorito
anche dallo scarso interesse dei membri, indice solamente tre riunioni.
A Don Domenico Buffone succede alla carica di Padre Spirituale
dell’ormai aleatoria confraternita Santa Maria delle Grazie e
d’Arciprete dell’Arcipretura di Santo Stefano Protomartire in Settefrati
Don Edmer Enroga che seguendo le orme del suo predecessore per il suo
primo anno di carica non riunisce la confraternita.
Il 31 dicembre 2001, però, qualcosa
cambia: dopo i dissapori avuti con il priore Del Carmine e le tensioni
all’interno della confraternita, rimasta in vita per presenziare, senza
alcuna guida, le processioni, Don Edmer decide di revocare dalla carica
di priore Del Carmine Nicola nominandosi egli stesso priore pro tempore
fino alle nuove elezioni indette per il 24 febbraio 2002 che riportarono
Aldo Venturini a capo della confraternita. Nella stessa seduta viene
ristabilita una data mensile d’incontri fissata per il primo venerdì
d’ogni mese.
Dopo molti anni, il cinque agosto, viene ricostituita la festa della
titolare della confraternita.
Una nuova ventata d’aria fresca per un’organizzazione con più di
duecento anni di storia sulle spalle che avendo resistito a due guerre
mondiali rischiava di essere distrutta da odio ed egoismo.
Il 17 novembre 2002
Don Edmer, l'artefice della rinascita della nostra confraternita, ci
lascia e al suo posto viene nominato Padre Spirituale l'Arciprete Don
Antonio Molle.
La vita della Confraternita, e la sua presenza sembra essere più
fattiva, ora abbiamo anche un sito internet e si cerca di recuperare il
tempo perduto e le sue tradizioni, ma come sempre si incontrano delle
difficoltà. Dal canto suo anche il nuovo Padre Spirituale, per la prima
volta alla guida di una confraternita, si da molto da fare per il
riconoscimento giuridico ed amministrativo della nostra Confraternita
fino a quando, nel 2004, si arriva al riconoscimento. Nel Frattempo, il
20 novembre 2004, il priore Aldo Venturini lascia per motivi di salute
la Confraternita. Restati senza una guida si decide di indire nuove
elezioni per il 05 dicembre 2004 che fanno risultare Renato Buzzeo come
nuovo priore. Ma le sorprese non finiscono qui, il giorno
dell'Immacolata, durante la Solenne celebrazione Eucaristica per la
chiusura dell'anno giubilare mariano concesso al Santuario di Canneto,
Don Antonio Molle riconsegna, dopo molti anni d'assenza, la custodia del
Santuario alla Confraternita Santa Maria delle Grazie di Settefrati
aggiungendo queste parole:<< DIRE CANNETO è DIRE SETTEFRATI, E DIRE
SETTEFRATI è DIRE CANNETO>>.. Parole queste che non restano solo
parole, ma si trasformano in atti concreti. Nel 2005, come atto di
riconoscenza per il servizio volontario e gratuito svolto nei primi anni
del suo rettorato, il Santuario di Canneto, nella persona dell'attuale
rettore, nonchè nostro Padre Spirituale, dona alla Confraternita IL
GONFALONE, insegna questa che testimonia sempre di più la nostra
associazione con l'arciconfraternita del Gonfalone di Santa Maria
Maggiore in Roma; viene anche redatto in questo anno il
nuovo statuto interno della Confraternita e nel giorno della sua festa
viene istituita la processione con la venerata immagine della Madonna
delle Grazie dalla Chiesa di Santo Stefano, dove nei giorni precedenti
si era tenuto il triduo, alla chiesa della Madonna delle Grazie, dove
poi si è tenuta la solenne celebrazione Eucaristica e la vestizione dei
nuovi membri; tale processione, però, non ha cadenza annuale, ma come da
statuto, cadenza quinquennale. L'anno seguente, 2006, il 05
agosto, festa di Santa Maria ad Nives, dopo la solenne
celebrazione Eucaristica e la vestizione dei nuovi membri, don Antonio,
nella duplice funzione di Padre Spirituale e Rettore del Santuario di
Canneto, consegna al Priore pro tempore le chiavi del Santuario e
comunica che dalla prossima riunione del Consiglio d'Amministrazione del
Santuario verrà ripristinata la presenza di un membro della nostra
Confraternita, il priore pro tempore.